Seleziona Pagina

3 Agosto 2008, cambiava la mia vita.

Veniva alla luce il mio primo figlio, Leonardo. Non voglio tediarvi raccontandovi tutta la tempesta di sentimenti che ti investono quando diventi padre e quando tutte le tue priorità passano in secondo piano. Mi piace scrivere su questo blog i tanti aneddoti che mi sono rimasti in mente in questi 18 anni di bellezza. Perché bellezza? Perché la Vita è Bella, e Leonardo, come l’altro mio figlio Lorenzo, è Vita.

Leonardo, tu sei sempre stato un curioso. Difficilmente avevi paura, e sin da piccolo ti lanciavi da solo. Hai deciso tu quando toglierti il pannolino, hai deciso tu quando gettare il ciuccio, hai deciso tu quasi tutto, e lo hai deciso subito, in fretta, come se il tempo degli altri non ti riguardasse.

I miei primi approcci con te sono state le notti in cui non dormivi, avevi sempre fame e di conseguenza non si dormiva, finché un giorno alla Pediatra si è sviluppata la scienza e ci ha fatto dare 6 grammi di latte in polvere in più. Hai dormito tutta la notte, e noi ci siamo svegliati all’alba impauriti perché non ci avevi disturbati. Per la prima volta, avevi dormito sazio.

Ancora oggi ricordo i chilometri che facevo in casa per farti addormentare quando avevi i dolori allo stomaco: ti prendevo, ti appoggiavo a pancia in giù sull’avambraccio, e accendevo la TV su una serie qualsiasi per ingannare il tempo; perché sarebbero passate ore prima che io riuscissi a togliermi quel pupetto dal braccio. Troppo comodo, tu. E guai a sedersi: sarebbe scattata subito la spia dell’altimetro.

La musica, il mare, la libertà

La tua passione musicale si è sviluppata subito, forse per merito della mamma che ti faceva ascoltare ore e ore di musica mentre stavi comodo nella sua pancia. Da sempre la Musica è stata una tua compagna: prima i DVD dello Zecchino d’Oro visti a ripetizione, prima a gattoni e poi in piedi a ballare. A modo tuo cantavi, e quando finivi mi guardavi e dicevi “un altro!”.

La Musica ti ha sempre portato a fare delle scelte, la batteria, la tastiera elettrica, i tamburi, e poi, più grande, il pianoforte e la chitarra. In tutto questo non c’è mai stata continuità, e forse è un rimprovero che mi faccio: ti ho lasciato libero di scegliere senza mai importi nulla. Mi sono spesso chiesto se in realtà fossi io a volere che tu lo facessi, e allora ti lasciavo libero e questo, non ti ha mai portato a fermarti su una passione precisa. Avrò sbagliato? Non lo so ancora oggi. Ma so che quella libertà che ti ho lasciato nella musica è la stessa che poi ho ritrovato, enorme, in te, davanti al mare.

Non sei mai stato uno sportivo. Speravo ti appassionassi al nuoto, visto il tuo amore incondizionato per le onde, ma avere un allenatore che ti diceva cosa e come fare ti faceva uscire pazzo, e allora abbandonavi. Ricordo quando ti portai a fare una prova con una squadra di pallanuoto: avevi 10 anni, vedevi gli altri nuotare con vigore e costanza, ed era la tua prima volta. Una sfida enorme, che affrontasti a modo tuo, e ci riuscivi, per un po’. Ma alla lunga hai dovuto desistere.

Perché tu sei anche questo, Leonardo: ci metti tutto te stesso in quello che fai e cerchi di farlo al meglio delle tue possibilità. Questo è un dono, figlio mio. Ma stai sempre attento a dove lo applichi: a volte esistono cose che non puoi fare da solo, e devi farti aiutare. Accetta l’aiuto non come una sconfitta, ma come un aiuto, nient’altro.

E poi c’è il Mare. Fin da quando avevi un anno, in acqua diventavi uno spettacolo unico. Ricordo quando hai iniziato a camminare, quasi a ridosso del primo compleanno: andavamo al mare e tu in acqua ci andavi da solo, senza aspettare nessuno. Le corse che facevamo per riprenderti, perché ancora non sapevi nuotare, erano ottimo materiale da candid camera. Questa passione per il mare, viscerale fin da subito, è cresciuta con te fino a farti scegliere una scuola che ti sta formando per il tuo “possibile” futuro lavoro. Ed è proprio sul Mare che sei sempre stato costante, a differenza di tutto il resto.

Credo di aver capito perché. Per te il Mare è sempre stato sintomo di una libertà sconfinata, lo stesso concetto che hai cercato per tutta la vita, dagli scontri che abbiamo avuto quando ti imponevo delle regole, fino alla ricerca di quei videogiochi dove il personaggio poteva fare qualunque cosa, da solo, senza limiti. Il mare è vasto e senza confini, proprio come il tuo bisogno di esserlo. Non so dove ti porterà questa ricerca, ma vedo che la stai coltivando, sia negli studi che scegli sia in quello che vorrai fare domani. E se un giorno il mare ti porterà lontano, sappi che porterà con sé anche un pezzo di questa casa.

La tua sensibilità, il tuo dono più raro

C’è un altro pregio che hai, Leonardo, forse il più prezioso: la tua sensibilità. Il mondo oggi è spesso crudele, le persone si sono incattivite, ma tu no. Sei sempre stato un po’ sulle tue, timido, riflessivo, ma pronto ad aiutare chiunque ne avesse bisogno.

Ricordo la prima volta che siamo andati in parrocchia: io e mamma spiegammo che eri un po’ chiuso, per via del periodo del Covid, e Don Valerio mi disse di portarti comunque, per capire che persona fossi diventato. Da quel giorno hai avuto una crescita incredibile. Da ragazzo timido e in disparte, oggi sei un punto di riferimento tra i ragazzi della parrocchia e non perché hai carisma o vuoi essere un leader, ma perché la tua sensibilità ha toccato il cuore di ognuno di loro. Hai conquistato tutti con la tua disponibilità, la tua dedizione, la tua bontà. Qualità profondamente rare da trovare nella società di oggi, così rare che spesso, quando vengono notate, vengono chiamate “debolezza” ed etichettate come qualcosa da correggere.

No, Leonardo. Quello che hai tu è un pregio difficile da trovare. La tua empatia, la tua bontà, la tua dedizione, nel panorama dei ragazzi di oggi non esistono quasi più, e per questo a volte vengono viste come qualcosa di “strano“, di “alieno” e combattute. Non lasciare che accada.

A te, oggi

Custodisci questa tua sensibilità e mostrala solo a chi sa meritarsela. Usa la tua empatia nelle scelte quotidiane, e sarai sempre ben voluto. Sfrutta la tua caparbietà e la tua dedizione in tutto quello che fai, ma non rifiutare mai l’aiuto di chi ti apprezza e ti ama.

Oggi ti guardo e non vedo più il bambino che si tuffava da solo in mare senza aspettare nessuno. Vedo un ragazzo che quella libertà l’ha trasformata in qualcosa di più grande: il coraggio di essere sensibile in un mondo che non lo premia, e la forza di restare comunque se stesso.

Leonardo, buona Vita. Oggi hai 18 anni e hai appena iniziato.

Io e mamma ti auguriamo tutto il bene di questo mondo, e sappi che ci saremo sempre, pronti a lasciarti andare verso il tuo mare, ma sempre qui, sulla riva ad aspettarti.



Condividi se ti è piaciuto