Prendetemi per il pazzo del villaggio o per quello che parla da solo al bancone del bar dopo il terzo caffè. Ma ora che i dati sono reali e i fegati sono spappolati, è tempo di bilanci. Senza filtri, con tanto garbo e una generosa dose di fiele. Ecco chi sale sull’Olimpo e chi è rotolato direttamente giù dal viale San Martino.
👑 I PESI MASSIMI: RE, PRINCIPI CADUTI E PARACADUTE ROMANI
PROMOSSO: Federico Basile
Sfiora il 60% di consensi e non si limita a vincere: asfalta, stritola e passa col rullo compressore sopra i competitor. Messina ha scelto il volto rassicurante del guidatore di scooter. Chiamatelo “L’Asfaltatore“, ricordandogli il lavoro da fare alle strade cittadine.
BOCCIATO: Marcello Scurria (e la sua “coalizione”)
Il tormentone “Qui Marcello” sbatte violentemente contro la dura realtà. La sua campagna social era anche efficace, peccato che i partiti che lo sostenevano fossero troppo impegnati a farsi la guerra fratricida per le preferenze interne, lasciando il loro candidato sindaco solo al comando di una nave che affondava.
BOCCIATA: Forza Italia & L’On. Matilde Siracusano
I selfie romani non pagano le bollette elettorali. Il partito si dimostra di polistirolo e la lista non riesce nemmeno a grattare la soglia del 5%, lasciando Forza Italia fuori dal Consiglio Comunale. Il coordinatore cittadino Barbera è il primo cadavere politico a cadere sul campo. Nota di demerito per Matilde Siracusano: encomiabile il coraggio di metterci la faccia (unica tra i big nazionali), ma se si fosse messa in lista a contare i voti avrebbe certamente trainato la carretta. Forse la paura di finire sulla “graticola” delle preferenze e rovinare l’immagine ha vinto sulla strategia. Da Forza Italia a Forza e Coraggio (che è finita).
🌹 LA SINISTRA RADICAL-CHIC E IL FUOCO AMICO
BOCCIATA: Antonella Russo & La Coalizione Progressista (PD – M5S)
Una Waterloo annunciata con precisione chirurgica. La sinistra messinese conferma il suo storico trend: essere totalmente aliena rispetto al territorio. Il PD risulta sì una delle liste più votate, ma l’effetto è tragicomico.
- Mariella Perrone (non proprio una nata e cresciuta nella sezione del PD) fa il boom assoluto con oltre 1800 voti.
- Lo storico e fedelissimo Felice Calabrò resta incredibilmente fuori dal Consiglio.
- Alessandro Russo porta a casa un ottimo risultato, mentre la candidata sindaca Antonella Russo entra in consiglio quasi tirata per i capelli, superando Calabrò per una manciata di voti.
BOCCIATI: Movimento 5 Stelle & La Vardera
Poveretti. Nonostante l’apparentamento con il ciuffo rosso dell’ex Iena Ismaele La Vardera, i grillini dello Stretto falliscono l’ennesimo sbarramento sotto il 5%. Una performance fantasma in una città che ormai non si ricorda nemmeno che faccia abbiano.
🚜 I RULLI COMPRESSORI E L’AMMUTINAMENTO DELLE PARTECIPATE
PROMOSSI: I Carri Armati di Genovese (Vaccarino & Sorbello)
Due macchine da guerra da oltre 1900 voti a testa. Ormai a Vaccarino dovrebbero dare il seggio in Consiglio Comunale a tempo indeterminato con tanto di articolo 18. Nella stessa lista, la new entry Bartolone fa le scarpe all’ex consigliere La Fauci. Molti si chiederanno: “Ma chi è questo Bartolone?“. Chi ha sussurrato il nome di Emilia Barrile dietro le quinte? Chiedo per un amico.
PROMOSSO: Massimiliano Minutoli
Porta a casa più di 1100 voti personali, ma il suo vero capolavoro è stato scientifico: ha spacchettato i suoi voti in tante liste tra Comune e Quartieri per far candidare i suoi fedelissimi. Sacrificio nobile, ma se fossero rimasti tutti con lui a quest’ora Minutoli avrebbe avuto un ministero privato.
IL DISASTRO DELLE PARTECIPATE
I Presidenti delle aziende municipalizzate pensavano che 3 o 4 anni di gestione bastassero a trasformare i dipendenti in elettori fedeli. Il risveglio è stato un incubo:
| Candidato (Ex Presidente) | Azienda | Voti Raccolti | Sentenza del Bar |
|---|---|---|---|
| Carla Grillo (+ Campagna) | ATM | ~200 (+ 176) | Uno scollamento totale con i dipendenti. Altro che abbonamento, qui è saltata la corsa. |
| Maurizio Cacace | Patrimonio S.p.A. | ~200 | Un po’ pochino per chi ha gestito l’intero patrimonio immobiliare del Comune. |
| Mariagrazia Interdonato | Messina Servizi | ~700 | Ottimo per essere la prima volta, ma con la corazzata di Minutoli dietro ci si aspettava lo sbarco in Normandia. |
| Valeria Asquini | Messina Social City | ~600 | Il flop dell’anno. Con 1500 dipendenti e le leggendarie long list in tasca, puntava alla Luna. Invece, due dipendenti della stessa MSC, Giuliana Casablanca (dall’ufficio del Personale, 502 voti) e Franco Laimo, le hanno cannibalizzato il consenso. Clima sereno ai prossimi briefing aziendali, insomma. |
🎯 EROI PER CASO, FRANCHI TIRATORI E MICROFONI ARANCIONI
- PROMOSSO – Giuseppe Chiarella (Il Mercenario Eroico): Non è un deluchiano della prima ora, anzi, viene dalla destra. Ha fatto le sue richieste alla coalizione di Scurria, gli hanno detto di no, lui ha girato il motorino, è andato da Basile e ha preso il seggio. Pragmatismo allo stato puro. Eroe.
- BOCCIATO – Cosimo Oteri (Lega): Entra in Consiglio, ma politicamente è un disastro. Il suo video tutorial su “come votare” rimarrà negli annali dell’antigioco di squadra: “Scrivete Oteri, crociate Lega, e poi per il Sindaco fate come vi pare, io forse voto Scurria“. Un capitano vero, insomma.
- PROMOSSA – Carlotta Previti (La Regina senza Corona): Non era nemmeno candidata, eppure ha vinto ogni scontro TV. Così temuta che a Tempostretto hanno preferito non farla sedere al tavolo del confronto finale per paura che spettinasse Basile a colpi di numeri sui fondi persi. Ma allora perché non hanno candidato lei a Sindaco? Resta il mistero.
- BOCCIATO – Massimo Finocchiaro: L’ex Assessore ai Grandi Eventi paga lo scotto delle piste ciclabili, delle isole pedonali che hanno fatto imbestialire i commercianti e dei problemi col calcio cittadino. Ci mette l’anima per il suo lavoro, ma è stato sacrificato sull’altare dell’imprenditoria locale inferocita.
- PROMOSSO – Lillo Valvieri (Il Gladiatore di TikTok): Da solo, armato del suo microfono arancione e assistito dall’algoritmo di TikTok. Esce a schiena dritta. Pochi voti, ma ha dimostrato che si può fare campagna elettorale senza padroni. Guerriero vero.
💀 Il funerale dei “Social Media Guru”
E adesso, lasciatemi ballare sulla tomba dei sedicenti Social Media Manager, dei finti esperti di comunicazione e dei maghi dei reel che hanno infestato Messina in questi mesi.
Ho passato settimane a dirvi che i voti si prendono sulla strada e non con le views comprate su Instagram o con le granite mostrate nei video in diretta. Mi avete dato del vecchio. Oggi, guardando i tabulati, godo.
I vari “gruppi comunicazione” hanno dimostrato poco e niente: zero strategia, zero coordinamento e totale incapacità di gestire le crisi e i passi falsi dei candidati. Il risultato? Gente che oggi entra in Consiglio Comunale ma che lascia impressa nella storia del web (e internet non dimentica) l’immagine indelebile di un balletto stupido o di un trend ridicolo che non è servito a portare un singolo voto reale.
Cari consiglieri eletti, quando da domani vi siederete sugli scranni di Palazzo Zanca a discutere di bilanci e delibere, ricordatevi che i messinesi vi guardano. E se vi va male, visto il potenziale sui social, potrete sempre riciclarvi come influencer. Anche se, visti i numeri di questa tornata, vi converrebbe tornare a fare i post da soli.
Il bar chiude. La follia continua. Ci vediamo presto 😉

Lavoro nella comunicazione digitale, scrivo per passione e osservo la realtà con un sano mix di curiosità e diffidenza. Ho attraversato il web dal Vic20 ai social media, passando per campagne politiche locali che mi hanno insegnato molto, soprattutto sulle persone. Su questo blog scrivo di comunicazione, politica e digitale, senza filtri e senza la pretesa di avere tutte le risposte. Solo le domande giuste.
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