Social e pettegolezzo, l’uno non può esistere senza l’altro. Tutto è dimostrato con fatti concreti: quando Mark Zuckerberg inventò Facebook nella sua università, questo non divenne popolare finché non introdusse una voce sul profilo “single/impegnato“. Di fatto introdusse la curiosità o meglio il pettegolezzo che ha sancito il successo del Social Network dentro l’Università lanciando un’idea che diventò virale successivamente negli altri atenei americani
Il tutto per dirvi che il Social e il pettegolezzo camminano mano nella mano sin dall’inizio. Molti di voi potranno dirmi: ok Andrea non mi stai dicendo nulla di nuovo… Fissando però in mente questa stretta simbiosi, possiamo sfruttarla nella nostra campagna comunicativa.
Social e pettegolezzo, sfruttiamoli a nostro vantaggio.
La domanda può essere semplice ma la soluzione è certamente intrigante: come si può creare del pettegolezzo intorno ad una campagna comunicativa aziendale, istituzionale o politica?
Facciamo degli esempi.
I Ferragnez sono un esempio pratico ed immediato, ogni giorno sfornano contenuti con pezzi della loro vita quotidiana che ci tengono agganciati ai loro profili che, ovviamente, sfruttano a livello commerciale.
Per i politici sembra semplice ma bisogna stare attenti raccontare la vita quotidiana e mostrare cosa c’è oltre il velo dell’attività istituzionale, non sempre è fattibile. Di solito la figura del Politico è quella che ha più da nascondere (al di là dei proclami) ma, nell’ultimo periodo, personaggi politici locali e regionali, iniziano a mostrare qualcosa di più rendendo più “cittadino” una delle figure che, nella concezione più larga del termine, è lontana proprio dalla vita quotidiana delle persone.
Le aziende e le istituzioni sono più complesse in quanto, non riescono a creare contenuti di gossip almeno che non si inizi a raccontare il “dietro le quinte” di quello che facciamo.
Social e pettegolezzo tra le aziende e le istituzioni.
L’unico modo per sfruttare il pettegolezzo nelle Aziende e nelle Istituzioni, è quello di raccontare cosa c’è dietro le quinte del processo lavorativo, che sia di uno studio o di un ufficio comunale. Logicamente il taglio deve essere moderno e social accantonando di fatto video “semi istituzionali” ma più leggeri e vicini alla realtà.
Andando sui social possiamo trovare tantissime realtà locali che hanno fatto grande fortuna proprio perché naturali e semplici. Basta pensare a “Con mollica o senza“, la panineria in centro a Napoli che non ha fatto altro che mostrare la loro bravura nel fare i panini, il tutto costruito riprendendo con semplicità quello che stavano facendo; uno spaccato di realtà disarmante. Differente è la scelta del BamBar a Taormina che, sfruttando la notorietà di Fiorello, costruisce la sua fortuna social grazie proprio ai personaggi illustri che vengono invitati al locale per degustare la granita siciliana.

Nelle istituzioni è sicuramente più complicato ma farlo con periodicità e programmazione crea attesa e interesse nell’utente, specialmente quando questa è un’azione contro la burocrazia o un miglioramento del servizio ai cittadini. Un esempio pratico lo prendo dalle attività di controllo che hanno creato anche il Politico Cateno De Luca, con le azioni dentro il Palazzo Municipale chiamate “blitz“! Il Sindaco che entra nell’ufficio, ad insaputa del dipendente, e mostra a tutta la sua platea social le operazioni quotidiane dimostrando l’efficienza amministrativa o come combatte la burocrazia, è un esempio narrativo davvero riuscito e utile all’utenza dei Social Network. Anche in questo caso bisogna stare attenti e non semplificare il tutto in quanto la gogna mediatica è sempre in agguato, quindi attenzione, bisogna avere dietro una regia ed un messaggio chiaro da dare. Anche il disservizio si può raccontare in modo costruttivo senza mettere alla berlina l’operatore “fucilandolo” sui social.
In conclusione non voglio indicarvi una via dove voi accentriate la vostra comunicazione social sul pettegolezzo ma voglio dirvi che, sfruttare il pettegolezzo per aumentare la visibilità è un buon metodo per farsi notare.
Non mi stancherò mai di dirlo, quando si mettono in piedi questi strumenti di comunicazione, bisogna avere dietro uno studio e una consapevolezza su cosa si sta facendo! Non lanciatevi su questa strada se prima non avete pianificato tutti gli step da percorrere.


