I Chatbot vengono spacciati per AI Generativa troppo spesso e spesso troviamo questo conflitto nei siti web della Pubblica Amministrazione Italiana.

Nel mondo frenetico dell’innovazione tecnologica, capita spesso che termini complessi vengano usati a sproposito, creando confusione tra le persone. Oggi parliamo di Chatbot e Intelligenza Artificiale Generativa (AI Generativa), due concetti spesso confusi tra loro, ma con differenze sostanziali.

Immagina di trovarti in un ristorante: il Chatbot è come il cameriere che ti porta il menù e prende le ordinazioni. Ha un repertorio di risposte preimpostate e segue un copione ben preciso, efficiente per compiti semplici come fornire informazioni o rispondere a domande frequenti.

L’AI Generativa, invece, è come lo chef stellato in cucina: non solo prende le ordinazioni, ma usa la sua creatività e conoscenza per **inventare piatti nuovi e sorprendenti**, personalizzandoli sui tuoi gusti.

Chatbot vengono spacciati per AI Generativa quindi, qual è la differenza?

  • Capacità di apprendimento: I chatbot si basano su regole predefinite e dataset limitati, mentre l’AI Generativa impara e si adatta continuamente, proprio come un bambino che scopre il mondo.
  • Creatività: I chatbot possono solo rispondere a domande o eseguire compiti già programmati, mentre l’AI Generativa può generare contenuti nuovi e originali, come testi, immagini, musica e persino codice.
  • Comprensione del linguaggio: I chatbot faticano a comprendere il linguaggio naturale in tutte le sue sfumature, mentre l’AI Generativa è in grado di cogliere il vero significato di una frase, anche se ambigua o ironica.
  • Interazione umana: I chatbot simulano una conversazione, ma spesso risultano rigidi e artificiali. L’AI Generativa, invece, può instaurare dialoghi fluenti e coinvolgenti, adattandosi al singolo interlocutore.

Perché è importante capirlo?

I Chatbot vengono spacciati per AI Generativa ma tracciare una distinzione è fondamentale per non creare aspettative ingannevoli. Un chatbot può essere un valido strumento per l’automazione di compiti semplici, ma non è in grado di sostituire l’intelligenza e la creatività umana. L’AI Generativa, invece, ha il potenziale per rivoluzionare molti settori, dalla medicina all’arte, ma è ancora agli inizi del suo sviluppo e richiede un uso responsabile e consapevole.

Esempio pratico:

Immagina un chatbot per il servizio clienti di un negozio online. Può rispondere a domande frequenti su prodotti e ordini, ma se un cliente ha un problema complesso o un’esigenza particolare, il chatbot non sarà in grado di aiutarlo. Un sistema basato su AI Generativa, invece, potrebbe analizzare la conversazione, capire il problema del cliente e proporre soluzioni personalizzate, suggerendo prodotti alternativi o offrendo sconti mirati.

I Chatbot vengono spacciati per AI Generativa, nella Pubblica Amministrazione, un po’ perché c’è dell’incompetenza nelle sfere dirigenziali, un po’ perché ha un tono più sensazionalistico parlare di Intelligenza Artificiale. Eppure un AI Generativa può potenziare fortemente il rapporto con il pubblico abbattendo moltissimo le barriere e fornendo un aiuto sostanziale sia al cittadino, che si rivolge al sistema automatizzato, che alla PA, che ottimizzano fortemente il tempo d’utilizzo delle forze in organico. L’AI Generativa in questo caso, inizierà a comprendere le problematiche dei cittadini e a risolverle in modo autonomo prendendo spunto dall’esperienza precedente, proprio come farebbe una persona. I Chatbot non hanno questa capacità, ogni problema che gli viene posto, viene risolto solo con le informazioni date a monte dal programmatore.

Questo significa che l’AI Generativa ha bisogno di un periodo di tempo per apprendere ed imparare a rispondere, così come una qualsiasi persona fisica. I Chatbot sono subito pronti perché reimpostati “di fabbrica”.

Chatbot vengono spacciati per AI Generativa

Altra differenza sostanziale è la “sensibilità” dell’AI Generativa. Questa, capisce lo stato d’animo dell’interlocutore cercando di trovare il giusto modo di comunicare per rassicurare e magari tranquillizzare chi in quel momento la sta interrogando. Logicamente i Chatbot non hanno questa capacità e spacciare un programma, più o meno complesso, per Intelligenza Artificiale, è sicuramente un gesto brutto nei confronti dei cittadini che vorrebbero una PA più snella e vicina alle loro esigenze.

Da questo si capisce perché i Chatbot vengono spacciati per AI Generativa. Sono subito pronti, magari sono stati preconfezionati una volta e vengono solamente modificati per l’intervento e per lo scopo per cui vengono assunti, possono essere presentati come “innovazione tecnologica” ma di fatto, sono solo software con risposte preconfezionate. Un AI Generativa avrà un periodo di “gestazione” molto più lungo di un Chatbot. Questa deve essere “addestrata” nelle problematiche che deve risolvere e, possiamo dire che sia “croce o delizia” in quanto, è vero che ha bisogno di tempi più lunghi ma, a termine di questo processo, l’AI Generativa potrà affrontare il compito da svolgere con estrema professionalità e con una sensibilità davvero unica e, posso garantirvi, che il cittadino comune non si accorgerà di parlare con un AI Generativa anzi, penserà di essere a colloquio con un dipendente della Pubblica Amministrazione.

Chatbot e AI Generativa sono entrambi strumenti potenti, ma con caratteristiche e potenzialità diverse. Capirne le differenze ci permette di utilizzarli al meglio e di evitare di confondere innovazione con semplice automazione. Il futuro è nelle mani dell’AI Generativa, ma per sfruttarne appieno il potenziale è necessario un approccio umano e responsabile.