Cos’è il Dissing? Molto semplicemente è il prendersi a parole tramite Social Network tra personaggi illustri. Se una volta c’erano le risse di piazza con insulti calci e pugni, oggi possiamo assistere a diatribe, più o meno dure, tra personaggi famosi sui loro canali social. Il pubblico litigio è qualcosa che attira l’utenza web come le api al miele e questo lo sanno benissimo gli operatori del settore che, a volte, creano proprio a tavolino un “dissing” tra le parti per avere maggiore visibilità.

Dissing: ecco alcuni esempi.

In questi ultimi giorni il web si è animato per il litigio web tra J-Ax, noto cantante rap italiano e, Paolo Meneguzzi, anch’esso cantante italiano ma non molto noto. Quest’ultimo, in un’intervista, ha puntato il dito contro gli Articolo 31 dandogli del “gruppo vecchio” e non più di moda.

Tutto poteva finire in quel momento, chi avrebbe mai letto quell’intervista? Chi si sarebbe mai interessato a quello che diceva un cantante che fatica a trovare il suo posto nel palcoscenico musicale italiano?

Probabilmente molte poche persone ma J-Ax, preso in causa, ha innalzato su un bel “Dissing” tra i due che, a suon di “storie Instagram“, si sono fatte battute più o meno dure fino a sfociare in un “free stile“, registrato in studio e pubblicato su YouTube, di J-Ax contro Paolo Meneguzzi.

Il tutto finisce quando J-Ax depone l’ascia di guerra e invita i suoi fan a non accanirsi più nel profilo del Meneguzzi perché finalmente è riuscito a dargli la giusta notorietà in Italia.

Sempre il rapper ha avuto più volte degli scontri Web su Twitter contro Matteo Salvini che, anche se ha uno staff di 36 persone per mantenere l’attività social ad un certo livello, non è riuscito a piegare i fan del cantante che lo ha sempre zittito.

 

Dissing nel mondo Politico.

Diverso è “dissing” nel mondo politico, non sempre è costruito ad arte quando le parti in causa sono colleghi in quanto il litigio è racchiuso in quell’area che viene definita “dialettica politica” e che sollecita solo le corde dell’utenza interessata.
Il primo che sfornato il “dissing“, ma non sul web, è stato Silvio Berlusconi quando ha iniziato una guerra contro i giornalisti direttamente in TV: Enzo Biagi, Santoro e per ultimo Travaglio, senza dimenticarci di Luttazzi, sono alcuni dei bersagli che Silvio aveva scelto per colpirli pubblicamente. Anche se in TV continuano a crearsi questi scontri, a volte costruiti palesemente, sul Web diventano più interessanti perché possiamo aggiungere l’hype (l’attesa), ovvero quel periodo che c’è tra una risposta e l’altra che dipende dai fattori che accadono a “telecamere spente” e che quindi nutre la curiosità di ognuno di noi.
Alcuni esempi possono essere le diatribe al veleno tra il Senatore Maurizio Gasparri e il comico Luca Bizzarri. Sempre su Twitter sono tanti gli scontri tra Gasparri e il comico e quasi sempre Bizzarri riesce ad avere la meglio soprattutto grazie al numero dei fan molto attivo.

Cateno De Luca contro Angelo Duro.

Ultima in termini di tempo che, si sperava diventasse un Dissing ma non è maturato come tale, è lo scontro tra il Sindaco di Taormina Cateno De Luca e il comico irriverente Angelo Duro. Probabilmente conoscete la storia, Angelo Duro, il giorno prima del suo spettacolo al Teatro Antico di Taormina, si è fatto portare in giro dal proprietario del BamBar per disegnare dei “falli” su tutti i manifesti che rappresentavano il suo spettacolo. A prima vista, tutti gli utenti web si sono messi a ridere perché c’è la presa in giro nei confronti del proprietario del BamBar che, da imprenditore diventa autista; se poi ci aggiungi l’irriverenza del gesto e del disegno, capisci che Angelo Duro ha fatto il suo mestiere.

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Razionalizzando: il gesto non era da fare, in quanto si sfocia nell’illegalità e, chi non poteva lasciare passare quest’atto è stato proprio il Sindaco De Luca che dei Social ha fatto la sua fortuna ed anche, almeno in parte, il suo consenso elettorale.

Logicamente lo scontro ha tenuto gli utenti del Sindaco sempre collegati sul suo profilo perché speravano in uno scontro in diretta Facebook tra lui e Angelo Duro mentre, dal lato dell’artista, lo scontro non è stato colto lasciando solo intendere che la sua presenza a Taormina ha fatto lavorare tutti, anche il comune, che ha racimolato 600€, ovvero la multa rilevata per aver sporcato i muri della città.

Questo è certamente un “dissing” mancato in quanto, se Angelo Duro avesse risposto sui social al Sindaco De Luca, la diatriba avrebbe avuto un peso nazionale molto più rilevante ma, per sfortuna del Sindaco, questo non è capitato.

Attenzione, nel caso citato, non credo che il Sindaco volesse un “dissing” nazionale o lo cercasse, in quanto stava facendo solo il suo mestiere, a differenza di altri politici nazionali che cercano di provocarlo. Per ovvie ragioni però, se questo fosse scoppiato, Cateno De Luca avrebbe avuto una visibilità nazionale su un palcoscenico di utenti che, probabilmente, fatica ad arrivare.

L’arte del Dissing.

L’arte del Dissing non è alla portata di tutti e molti la cercano per ottenere maggiore visibilità. La continua ricerca del “nemico pubblico” che tende ad aizzare i propri fan sui social creando engagement, condivisioni e tutto quello che può nutrire l’algoritmo. Il Dissing è la forma più estrema per ottenere visibilità ma bisogna essere consapevoli su quello che comporta perché la querela è sempre dietro l’angolo e la gogna mediatica può diventare una bestia difficile da controllare.