A quasi un mese dal trionfo plebiscitario che ha visto la riconferma del sindaco in scooter Federico Basile, il Salone delle Bandiere ha riaperto le porte per il gran galà del giuramento. Un evento solenne, quasi mistico, santificato dall’immancabile presenza del Leader Supremo di Sud Chiama Nord, Cateno De Luca, venuto a controllare personalmente che tutti i suoi scudieri firmassero sul quadratino giusto senza sbavature.
Se qualcuno di voi si aspettava una rivoluzione copernicana, è evidente che non conoscete le dinamiche di Palazzo Zanca. La nuova squadra è un capolavoro di equilibrismo politico: un mix perfetto di usato sicuro, pesi massimi condannati alle fatiche di Ercole e audaci esperimenti socio-comunicativi. Mettetevi comodi.
Gli Assessori-Atlante: Condannati ai lavori forzati
Ci sono riconferme che non sono premi, ma vere e proprie condanne bibliche.
- Francesco Caminiti (L’Uomo-Ministero): Le sue deleghe occupano più spazio di un’ordinanza condominiale. Gestisce Infrastrutture, Lavori Pubblici, Edilizia, Pianificazione, Mobilità, Viabilità, Risorse Energetiche e persino le Politiche del Mare. Praticamente, se si fulmina una lampadina a Torre Faro o se salta un tombino a Giostra, interviene lui in ogni dove. Inoltre sarà il responsabile del rifacimento del manto stradale messinese che ormai somiglia più ad un formaggio bavarese.
- Alessandra Calafiore (Dallo sfratto al pesce rosso): Confermatissima alle Politiche Sociali, della Casa e della Salute. Ma siccome le avanzava del tempo libero tra un dramma sociale e l’altro, le hanno rifilato anche il “Volontariato del settore degli animali e l’Acquario”. Gestire l’emergenza abitativa e, subito dopo, la manutenzione delle vasche dei pesci rosso alla villa comunale: il passo è breve e squisitamente bizzarro.
- Massimo Finocchiaro (Dalle stelle alle tombe): Passa con disinvoltura olimpica dalla gestione di Spettacoli e Grandi Eventi (i concertoni allo stadio) alla delega ai Cimiteri. Dalle gioie dei palchi ai dolori dei loculi, una parabola esistenziale invidiabile. Misteriosamente, però, gli viene tolta la delega allo Sport. Chissà perché?
- Enzo Caruso (Il Re Mida della cultura): Resta saldamente al suo posto con Turismo, Brand Messina e Fortificazioni, ma con un upgrade burocratico: da oggi ha anche l’ufficialità sui Rapporti con gli Enti Teatrali. In pratica faceva tutto già prima, ma ora c’è il timbro ufficiale per andare a prendersi gli applausi sul palcoscenico.
- Nino Carreri (Il cacciatore di Chimere): Ritorna in sella con il delicatissimo compito di fare da mediatore e “ponte” tra le bizze del Consiglio Comunale e il Sindaco. Ma la vera perla è la delega al Decentramento Amministrativo, ovvero il Sacro Graal sognato da ogni presidente di quartiere fin dalla notte dei tempi. Riuscirà il nostro eroe a portare a termine questa mitologica crociata, o finirà fagocitato dalla burocrazia delle circoscrizioni?
- Liana Cannata (Dallo YoungMe alla parmigiana): Riconfermata nel ruolo di Assessora, ma con un restyling totale delle competenze. Lascia le Politiche Giovanili (scippate dalla new entry di turno) per abbracciare l’Ambiente e il Decoro Urbano. Non solo: vista la sua nota esperienza nel mondo della ristorazione, il Sindaco le ha appioppato anche le Politiche Agroalimentari. La domanda sorge spontanea: le mancherà il contatto con i giovani del progetto YoungMe?
Le New Entry: Tra l’abbonamento a scadenza e l’adulto nella stanza
Accanto ai vecchi saggi della politica nostrana, ecco spuntare i volti nuovi che dovrebbero rinfrescare l’immagine della macchina comunale.
Iris Forami (L’Assessorato con la formula “Spotify Premium”): La giovanissima Iris entra trionfalmente in Giunta ereditando le Politiche Giovanili. Tutto bellissimo, se non fosse per la formula contrattuale ideata dal genio strategico di Cateno De Luca. Da quanto si è capito, lo scranno è in multiproprietà. Funziona come un abbonamento semestrale: dopo sei mesi di prova gratuita, la giovane Iris dovrà cedere il pass a un altro ragazzo del vivaio giovanile di Sud Chiama Nord. Un turnover frenetico che manco al fantacalcio. Fai appena in tempo a capire dove si trova il bagno dell’ufficio che devi già lasciare le chiavi al successivo della lista.
Stello Vadalà (L’Istituzione al servizio del Risiko): In mezzo a questa girandola di equilibri e staffette, brilla la nomina di Stello Vadalà alla Pubblica Istruzione e allo Sport (svelato il mistero del “furto” a Finocchiaro!). Qui c’è poco da ironizzare: parliamo di un profilo di assoluto spessore, con una carriera monumentale nel mondo della scuola che nessuno può mettere in discussione. La sua presenza serve come scudo spaziale: è l’adulto nella stanza incaricato di dare autorevolezza istituzionale e serietà alla Giunta Basile-Bis.
Il “Collocamento” di Laura Castelli
E infine, squillino le trombe e rullino i tamburi per l’ingresso trionfale di Laura Castelli. La super-tecnica paracadutata direttamente dai palazzi romani entra ufficialmente nella squadra di Basile portando in dote il suo bagaglio di esperienza ministeriale.
Qualche cinico maligno al bar ha commentato ad alta voce: “Finalmente le hanno trovato una sistemazione”. E che sistemazione. Si accomoda con regale disinvoltura su deleghe pesantissime: Contenzioso, Patrimonio, Sistemi Informativi e Ufficio di Gabinetto.
Ma il vero colpo di teatro di Basile è stato incoronarla Vicesindaco. Una mossa da maestro della provocazione che ha immediatamente congelato i sorrisi di qualche veterano, che già si vedeva seduto nella lussuosa stanza attigua a quella del Primo Cittadino.
Giunta Basile-Bis: “Da consumarsi preferibilmente entro 12 mesi”
Pensavate che la rotazione semestrale della Forami fosse il picco del genio deluchiano? Vi sbagliavate di grosso. Federico Basile, con il telecomando saldamente nelle mani di Cateno, ha sganciato la bomba finale, introducendo una novità assoluta nel diritto amministrativo: la Giunta a breve conservazione.
Tutta la squadra, nessuno escluso, ha stampata sul retro una vistosa data di scadenza: 12 mesi. Proprio come lo yogurt intero, il latte fresco o una mozzarellina dello Stretto.
Un anno esatto di tempo. Se entro 365 giorni non produci risultati, non porti consenso o semplicemente inacidisci l’umore del Capo, scatta il ritiro immediato dal mercato e vieni buttato nel cassonetto del rimpasto. Una mossa psicologica magistrale per tenerli tutti sulla graticola, terrorizzati dall’idea che al tredicesimo mese il loro codice a barre non venga più riconosciuto dal lettore di Palazzo Zanca.
Il Sindaco si tiene la cassaforte
E il nostro sindaco-scooterista Federico Basile? Non fatevi ingannare dal fumo negli occhi delle deleghe distribuite. Il Sindaco si è tenuto ben strette nella sua cassaforte personale tutte le deleghe incendiarie, quelle politiche e, soprattutto, quelle che muovono montagne di soldi: Bilancio e programmazione, Risorse Umane, Polizia Municipale, Risanamento e la pianificazione dei Fondi Europei (parliamo di milioni di euro da monitorare con il bilancino).
Senza dimenticare la delega delle deleghe: il Ponte sullo Stretto. Come a dire: cari ragazzi, voi divertitevi pure con l’acquario, i cimiteri, il decentramento e i contratti a termine; ma i soldi veri, il potere di firma e i dossier geopolitici restano blindati sulla mia scrivania.
Nel frattempo, l’ex vicesindaco Salvatore Mondello e l’ex assessore Massimiliano Minutoli guardano la scena dal balcone. Il primo non si sa dove verrà collocato mentre il secondo, si vocifera, di una Presidenza del Consiglio in barba all’ex Pergolizzi che, con un po’ di mal di pancia, dovrà sedersi tra i banchi dei “semplici” consiglieri.
Il sipario su Palazzo Zanca si rialza. Lo spettacolo è totalmente gratuito… ma controllate bene la scadenza sul retro prima di accomodarvi in platea. Non vorremmo che andasse a male prima del tempo.

Lavoro nella comunicazione digitale, scrivo per passione e osservo la realtà con un sano mix di curiosità e diffidenza. Ho attraversato il web dal Vic20 ai social media, passando per campagne politiche locali che mi hanno insegnato molto, soprattutto sulle persone. Su questo blog scrivo di comunicazione, politica e digitale, senza filtri e senza la pretesa di avere tutte le risposte. Solo le domande giuste.
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