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Ultima dichiarazione in ordine di tempo del Presidente degli Stati Uniti: “Giorgia Meloni ha implorato di fare una foto con me, l’avrei anche non fatta, ma mi dispiaceva…”. Tradotto: la nostra Presidente del Consiglio avrebbe chiesto lei la foto, per pura fame di consenso e visibilità.

Pronta la replica della Meloni, fiera come si conviene: “Io e l’Italia non imploriamo mai!”. Peccato che gli ultimi anni ci abbiano abituato a vedere Giorgia precipitarsi ogni volta che Trump aveva bisogno di una sponda europea per i suoi obiettivi più estrosi.

Non che creda particolarmente alle parole del Tycoon, diciamo che non è esattamente una fonte affidabile di sua natura. Ma il linguaggio del corpo, quello non mente mai. Al G7 abbiamo visto un Trump distaccato, quasi seccato dalle risate nervose con cui Giorgia cercava di scongelare l’atmosfera. Il saluto è stato un piccolo capolavoro involontario: lei lo “rimprovera” per non averla salutata, lui ribatte con un secco “Mi hai abbandonato”. Game over per la storia idilliaca tra i due. Niente falò di confronto, niente lacrime in diretta, il copione di Temptation Island qui non l’ha seguito nessuno.

Trump ci tratta da zerbino: chissà quando uscirà l’Orgoglio Italiano da qualche cassetto.

Perché la storia, quella vera, ce lo ricorda bene: l’America che oggi domina il mondo è stata costruita anche dai nostri emigrati, da milioni di italiani che hanno attraversato l’oceano per cercare fortuna nella terra dei pellerossa (alla faccia di Vannacci e della sua remigrazione). Dovremmo essere orgogliosi di quella storia. Invece, per una prefazione su un libro venduto su Amazon e una foto su Instagram col Tycoon, riusciamo a trasformare un intero popolo in zimbello internazionale.

Allora cara Giorgia, ecco la tua occasione. A destra c’è chi ti sta facendo concorrenza interna a colpi di clava, quindi è il momento di mostrare i muscoli, non il sorriso.

Trump ci tratta da zerbino? ecco 3 mosse, giusto per cominciare:

  • Il gas. Quello russo costa meno di quello americano. O chiudi gli accordi, oppure, se proprio vuoi fare un dispetto, ordina un gallone al mese su Amazon, giusto per fargli capire a Trump come si fa l’indipendenza energetica in Italia.
  • I dazi. Il ciuffo biondo li ha messi? Per Salvini, ministro del suo Governo, giusto per ricordarlo, sarebbero addirittura un’opportunità. Bene, allora alziamo anche noi i prezzi dell’export verso gli USA: tanto gli americani i soldi da spendere li hanno.
  • Le armi. Trump vuole che spendiamo di più in difesa? Mandiamolo a quel paese e investiamo quei soldi in sanità e scuola, che agli italiani servono leggermente di più di un altro caccia.

Hai vinto le elezioni al grido di “Prima l’Italia”. Ecco la tua occasione mediatica per dimostrarlo davvero, non solo per noi, ma anche per te e per un partito che perde consensi a forza di “remigrazione”, “duce duce duce” e battute sul femminicidio che definire infelici è generoso.

Siamo una barzelletta, certo. Ma una barzelletta con una storia gloriosa alle spalle. Forse è il momento di tornare a raccontare quella, invece di implorare foto.



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